i dati sull’italia sempre più immobile

L’istruzione non basta più. La mobilità sociale si salva solo con la Costituzione

In un dibattito organizzato presso il dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre, a partire dai volumi Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze (Laterza) e La disuguaglianza oltre i luoghi comuni (Castelvecchi), sono emerse alcune riflessioni utili in merito ai luoghi comuni sulla disuguaglianza: si potrebbe pensare che la mobilità sociale sia irrilevante purché ci siano meritocrazia e crescita. Ma è proprio il legame tra la mobilità, il merito e la crescita che rende la situazione del nostro paese particolarmente critica

La mobilità sociale in Italia, ci dicono le statistiche, è in calo da decenni. Il Rapporto Istat 2026, pubblicato a maggio, conferma un quadro ormai consolidato: quello di un paese sempre più immobile. La mobilità si è ridotta ai livelli più bassi mai registrati: per i nati tra il 1980 e il 1994, la probabilità di avere un’occupazione peggiore di quella dei genitori (27,1 per cento) ha superato per la prima volta quella di migliorarla (25,1 per cento). Alla base c’è il restringimento delle posiz