Il board of peace trumpiano che dovrebbe aprire la fase 2 a Gaza dimostra, ancora una volta, che Israele forse sa vincere la guerra, ma anche che perde la pace. E che Netanyahu evidentemente è uscito dalle grazie trumpiane. È soprattutto la presenza di turchi e qatarioti – rivali strategici dello Stato ebraico nell’area – ad essere indigeribile per Tel Aviv
Siamo dunque alle solite: Israele vince la guerra, ma perde la pace. Mi ricordo che, parlando con persone molto qualificate, all’inizio del conflitto scatenato da Hamas il 7 ottobre (mal gliene incolse a vedere i risultati per l’intero “fronte della resistenza” iraniano), tra i mille esercizi mentali che si fanno in queste occasioni, paventavo un pericolo per lo Stato ebraico in caso l’Egitto finisse, obtorto collo, a doversi rioccupare della Striscia di Gaza felicemente concessa agli israeliani


