Il ceffone di Donald Trump a Giorgia Meloni, l’ennesimo, è arrivato all’indomani del viaggio di Marco Rubio a Roma. E continua a spiazzare chi aveva gridato al disgelo e alla ritrovata sintonia Usa-Italia dopo la visita del segretario di Stato a Palazzo Chigi. I propagandisti meloniani sono messi a dura prova, sembrano affetti da quella che Emmanuel Carrère nel suo magnifico Kolchoz (Adelphi) definisce «dissonanza cognitiva». Quella che faceva dire al bolscevico Pjatakov, uno dei primi compagni
Quante Meloni abbiamo visto? Da distruttrice della Costituzione a vestale di unità nazionale
09 maggio 2026 • 19:17

