Il 15 giugno Giorgia Meloni sarà a Évian per il vertice del G7. Si discuterà di squilibri globali, sicurezza economica, catene del valore, commercio, Ucraina e rapporti tra grandi potenze. Sono temi sui quali la presidente del Consiglio vorrebbe un’Ue più forte e meno burocratica. Ma Meloni, oltre a criticare Bruxelles, dovrebbe fare anche autocritica: l’Italia partecipa alle decisioni europee, talora non attua le normative europee tese a favorire la competitività e a volte frena le riforme che potrebbero rendere l’Unione più efficiente
Il 15 giugno Giorgia Meloni sarà a Évian, in Francia, per il vertice del G7. La riunione arriva pochi giorni dopo le sue critiche all’Unione europea, definita all’assemblea di Confindustria come «un gigante burocratico» che continua a «moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune», mentre dovrebbe «fare meno e farlo meglio». A Évian si discuterà di squilibri globali, sicurezza economica, catene del valore, commercio, Ucraina e rapporti tra grandi potenze. Va bene chiedere un’Ue più f

