Tra le possibili opzioni per placare una disputa che rischia di affossare la Nato, c’è quella di un rafforzamento della presenza militare al largo della Groenlandia monitorando le attività di Cina e Russia, ma anche l’arrivo della 11esima Divisione aviotrasportata Usa e il via libera al Golden Dome. Tutte cose che avrebbero potuto essere negoziate "the easy way”, ma che il furore trumpiano ha reso un ottovolante ad alto rischio
Passata, almeno per ora, la nottata della crisi sulla Groenlandia è legittimo interrogarsi sulle sue conseguenze e implicazioni. Primo, che cosa ha spinto Donald Trump a fare un sostanziale passo indietro? Con tutta probabilità, un insieme di motivi. Certo, la reazione degli europei (coesione e solidarietà interna, e determinazione a rispondere ai nuovi dazi commerciali) ha pesato, ma a frenare il presidente sono stati anche tre altri fattori: sondaggi, senatori e stock markets. La disputa sulla


