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Non basta l’economia a spiegare le guerre. Quel che serve è la politica

I conflitti contemporanei sono fenomeni complessi, in cui si intrecciano dimensioni economiche, tecnologiche, istituzionali, ambientali e simboliche. Produzione industriale, catene globali del valore, innovazione tecnologica e finanziarizzazione convivono con fattori politici, culturali e strategici che non possono essere ridotti a semplici epifenomeni

Il dibattito pubblico sulla guerra sembra incagliato in una contrapposizione sterile: da un lato la geopolitica dominante viene denunciata come una narrazione ideologica, incapace di cogliere le cause profonde dei conflitti; dall’altro, a questa critica si risponde spesso elevando il materialismo storico a chiave interpretativa privilegiata, se non esclusiva, per comprendere la guerra contemporanea. Il risultato è un confronto che assomiglia più a un duello tra scuole che a uno sforzo collettivo

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