il commento

Nuove leadership cercansi per un (fragile) Occidente

Dal G7 alla Nato all'Ue nei suoi vari formati, le grandi realtà sovranazionali stanno conoscendo una crisi profondissima. Per quanto riguarda l’Europa Starmer sta uscendo di scena, Macron lo farà tra pochi mesi, Merz ha sondaggi scoraggianti,  Sanchez ha esaurito la sua spinta propulsiva, e tutti sono incalzati da formazioni populiste. C’è soltanto da sperare che, al momento delle scelte, la somma di tante debolezze sappia trasformarsi in una forza

Su chi possiamo contare per una navigazione meno turbolenta verso un ordine regionale e mondiale necessariamente diverso da quello in cui ci eravamo abituati a veleggiare dopo la guerra fredda? La settimana scorsa il vertice del G7 ha mostrato la fragilità dell’Occidente: nato oltre mezzo secolo fa, quando i suoi membri rappresentavano circa la metà del Pil mondiale, il gruppo ha visto il suo peso economico relativo dimezzarsi e – con l’avvento di Donald Trump – la sua coesione politica interna

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