L’uomo condannato in via definitiva all’ergastolo per concorso nella strage di Bologna, ha chiesto di accedere al suicidio medicalmente assistito, sostenendo di essere vittima di un «complotto politico, mediatico e giudiziario». Ma la procedura del fine vita non si fonda sulla mera volontà di morire
Di suicidio medicalmente assistito non si parla solo in Parlamento, dove maggioranza e opposizioni continuano a essere divise sulla bozza di legge. Se ne parla anche fuori, per i pochi che vi hanno potuto accedere e per chi vorrebbe farlo. Tra questi Paolo Bellini, detenuto nel carcere di Padova e condannato in via definitiva all’ergastolo per concorso nella strage di Bologna. Bellini sostiene di essere vittima di un «complotto politico, mediatico e giudiziario» e perciò ha chiesto di ottenere q

