Ricorrere ad artifici anti-politici, come candidare il diciottenne o il partigiano, o farsi imporre nomi, sarebbe una soluzione più fragile di quanto si teme sarebbero le primarie. Se il dibattito attuale è inutile, dannoso, subalterno, e anche disperante, bisogna creare un fatto democratico per restituire la voce all’Italia che non vuole morire meloniana
Inutile, dannoso e subalterno. Così Elly Schlein ha definito il dibattito sulle primarie. A identificare una posizione, la subalternità, che è condizione esistenziale, prima che politica. Si è subalterni allo spirito dei tempi, ai poteri forti, all’economia, ma anche al salottino buono, al desiderio di essere come tutti, talvolta si è subalterni alle domande dei giornalisti. Questa volta lo spirito dei tempi recita che le primarie per scegliere il candidato premier del centrosinistra sarebbero u