Non sono un toccasana e non garantiscono la vittoria elettorale, ma offrono due grandi opportunità: ai leader di spiegare ai loro elettori perché bisogna accettare di stare in quella coalizione guidata da quella personalità. Agli elettori di partecipare davvero intensamente quanto desiderano ad una scelta importante, forse la più importante: designare chi potrà governare il Paese
Il referendum l’hanno perso la maggioranza parlamentare che aveva approvato la revisione costituzionale e ha avuto la sicumera un tantino plebiscitaria di chiedere il referendum, il ministro della Giustizia Carlo Nordio che porta la responsabilità del testo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a sua volta responsabile del contesto interno e delle sue vantate (e imbarazzanti) amicizie internazionali. Nessuno ha l’obbligo costituzionale di dimettersi, ma almeno il ministro Nordio dovrebbe


