L’editoriale

Primarie e partiti, se non servono lezioni da Palazzo

Tutte le soluzioni di questi giorni, il federatore, il papa straniero, il nuovo Prodi, i sondaggi, gli editoriali con i consiglieri, hanno in comune un punto. Non esprimono una domanda di cambiamento che arriva dalla società verso partiti giudicati fallimentari

Due settimane dopo il referendum costituzionale, è sempre più chiaro che il Sì non era un voto per la riforma della giustizia, solo gli illuminati senza popolo potevano pensarlo, ma era interpretato da Giorgia Meloni come un via libera a un progetto di riscrittura dell’intero impianto istituzionale. Quel disegno è fallito, ha scritto un commentatore non ostile come Giovanni Orsina sabato su La Stampa, il sovranismo di Meloni si è infranto sulla realtà, non resta che il pragmatismo. Con il pragma

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