Il governo moltiplica le disposizioni penali, senza verificare se servano davvero e quali risultati producano. Dal decreto Caivano al ddl “anti-maranza” fino agli scontri in Val di Susa, l’esecutivo finisce così per ridursi a una fabbrica di norme-bandiera
Il governo sembra ormai una fabbrica di leggi sulla sicurezza. Ogni episodio di cronaca determina una stretta, ogni presunto allarme un nuovo reato. Produrre norme sempre più severe, senza preoccuparsi di accertare se siano davvero necessarie e se poi abbiano ottenuto i risultati attesi, può essere efficace sul piano della comunicazione, ma non su quello della sicurezza, che sarebbe il vero obiettivo. L’ultimo esempio è il disegno di legge “anti maranza” che introduce la presunzione, salvo prova