Di fronte alla crisi energetica più grave degli ultimi anni, la Ue ha autorizzato gli Stati membri a forzare le maglie del patto di stabilità. Ma la flessibilità non potrà che essere usata per fare ciò che il governo italiano non ha fatto negli ultimi quattro anni: investire sulla transizione
Lo schema è il solito: scaricare spudoratamente ogni fallimento sull’Europa “tiranna” e, nel frattempo, provare ad intestarsi ogni eventuale elemento positivo, come se fosse costruito da zero autonomamente, a prescindere da fondi, strumenti, solidarietà europea. Un modo di procedere estremamente miope e fuori dal tempo, in un frangente storico che ci vedrebbe già in recessione se non avessimo avuto il PNRR e, a maggior ragione se si guarda alla dimensione delle crisi che stiamo attraversando, a

