Criticare la magistratura è legittimo, anzi è necessario individuarne gli errori, denunciarne le degenerazioni, correggerne le storture. Ma una cosa è riformare per rafforzare il controllo di legalità, un’altra è intervenire per rendere la giurisdizione più permeabile al potere politico
L’imminente consultazione referendaria viene spesso raccontata come un giudizio sulla magistratura: siete a favore o contro i giudici? È una semplificazione efficace, ma fuorviante. La vera domanda non riguarda i magistrati come categoria, bensì l’equilibrio tra i poteri dello Stato e il controllo di legalità in una democrazia costituzionale. Quando si parla di riforme della giustizia, infatti, non è in gioco la difesa di una categoria, ma la tutela di una funzione: quella di interpretare e appl


