l’editoriale

Referendum, serve un NO anche alla politica dell’odio

Da Tangentopoli alla “rivoluzione” di Grillo e Casaleggio. Aver puntato sulla rabbia non ha portato a un sistema più equilibrato e a una classe dirigente migliore, anzi. Oggi la destra vorrebbe ripetere lo stesso schema con la consultazione sulla giustizia, per questo va fermata. Con la mobilitazione democratica

«La gente non ha bisogno della separazione delle carriere, su questo non va a votare. Per questo Giorgia Meloni gioca sul piano emotivo, ha bisogno di suscitare odio o rabbia. Bisogna far nascere la rabbia di un cittadino normale che sente la notizia di una carcerazione o di una scarcerazione. Devi essere motivato a votare non per la separazione delle carriere, di cui gli italiani non hanno nessun bisogno, ma contro i giudici. Ci sarà una escalation». Dobbiamo a Rocco Casalino (Otto e mezzo, 10

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