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Remigrazione, altro che censura: il dissenso che salva le democrazie liberali

La sala stampa della Camera occupata da un gruppo di deputati di Pd, M5s e Avs
La sala stampa della Camera occupata da un gruppo di deputati di Pd, M5s e Avs
La sala stampa della Camera occupata da un gruppo di deputati di Pd, M5s e Avs

C’è da chiedersi perché i sostenitori di forme di governo fieramente illiberali difendano corpo e anima il più classico tra i diritti liberali, quello di parola. Si tratta di una strategia ben ponderata, con cui si intende dar voce, con sempre maggiore frequenza, a ciò che è ancora considerato fuori dall’arco costituzionale

Si può, in democrazia, porre un limite alla libertà di parola? La risposta è sì, specie quando in gioco c’è il destino della democrazia stessa. La mattina del 30 gennaio, un gruppo di deputati di opposizione ha occupato la sala stampa della Camera, dove alle 11.30 si sarebbe dovuta tenere una conferenza dedicata al tema della “remigrazione”, con la partecipazione dei portavoce di CasaPound, del Veneto Fronte Skinheads e della Rete dei Patrioti. Come nel caso dello scorso dicembre, quando la pres

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