Il testo approvato dal governo parte dall’idea di impedire una commistione tra pubblico ministero e magistratura giudicante. Giusto intento. Ma il risultato che essa produce è di dare molta più forza al pubblico ministero, che diventa una carriera separata, con un suo organo di autogoverno che deciderà le nomine, e con un potere enorme. Un grande superpoliziotto
La montagna garantista – o presunta tale – ha partorito, con la riforma costituzionale della giustizia, un topolino (o forse qualcos’altro, più inquietante) giustizialista. Non c’è alcuno scandalo nella separazione delle carriere tra magistratura giudicante e pubblico ministero. Si tratta di un modello di ordinamento in vigore in molte democrazie, pur con caratteristiche differenti. Questo modello, tuttavia, richiede che la magistratura requirente, per non diventare essa stessa un potere incon


