l’analisi

Rogoredo, l’assuefazione securitaria rende fragile la democrazia

Negli ultimi anni il Governo ha scelto di intervenire normativamente sull’onda emotiva di fatti di cronaca, alimentando la sensazione di un’emergenza permanente che rende necessarie sempre nuove strette. È in questo slittamento che si insinua il rischio democratico: non è tanto il singolo decreto, quanto l’abitudine collettiva ad accettare le graduali restrizioni di libertà costituzionali

Tanto era urgente il decreto Sicurezza - e necessario, per fermare i facinorosi alle manifestazioni, aggravare pene ed evitare agli agenti “l’onta” del registro degli indagati - che sono servite quasi tre settimane perché fosse pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Problemi di coperture finanziarie, si è detto, anche se a un certo punto è sembrato che a pesare fossero più alcuni dubbi di costituzionalità, come si era lasciato sfuggire un esponente della maggioranza, poi indotto a ritrattare. Ora che

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