Troppo spesso il pacifismo viene raccontato per caricature (l’anima bella disarmata, l’utopista che ignora come gira il mondo…) mentre le proposte concrete, quelle che chiedono strumenti e risorse, faticano a trovare spazio. Si preferisce discutere di un pacifismo astratto e simbolico piuttosto che di un dispositivo istituzionale che si potrebbe costruire
C’è una domanda che chi si occupa di pace e disarmo si sente rivolgere di continuo, quasi un riflesso: «E allora tu cosa proponi? Qual è l’alternativa?». Come se ai pacifisti toccasse il compito impossibile di risolvere in una frase i conflitti del pianeta, mentre a chi imbocca la fallimentare strada delle armi è concesso invocarne la “necessità” teorica e astratta per giustificare scelte che si rivelano poi sempre fallimentari e creatrici di insicurezza. È una trappola retorica, e va smontata.