Nel prossimo ciclo politico la vera linea di faglia non passerà tra alleati e antagonisti di Trump, ma tra chi lo userà come arma di battaglia interna e chi proverà a gestirlo come variabile esterna, scomoda ma strutturale
La Groenlandia è stata la cartina di tornasole del metodo Trump. Il presidente americano ha portato la crisi al massimo livello: ha evocato scenari di annessione, ventilato l’uso della forza, minacciato dazi sui prodotti europei e legato il dossier groenlandese alla sopravvivenza della Nato e alla sicurezza dell’Occidente. È la solita dinamica del leader populista: alzare i toni, creare un’urgenza drammatica, occupare tutto lo spazio mediatico. Poi, all’improvviso, spegnere l’escalation e chiude


