Se Hollywood premia la pellicola che edulcora la situazione politica attuale quel tanto che basta a farne un’opera di finzione – il personaggio di Sean Penn è un omaggio a Greg Bovino? –, le versioni in carne e ossa dei “Pionieri del Natale” si fanno largo tra noi, giusto a un passo da Piazza Navona, senza fornirci spiegazioni su una tournée all’insegna dell’apocalisse
Difficile contestare la scelta dell’Academy di assegnare a One Battle After Another il premio al miglior film per questa novantottesima notte degli Oscar. Ogni tanto siamo tutti d’accordo, perlomeno per quanto riguarda il cinema. Gli unici che potrebbero sentirsi offesi dalla statuetta da tempo dovuta a Paul Thomas Anderson sono giusto i vari suprematisti fondamentalisti miliardari che popolano la corte trumpiana, e che nel film diventano i membri grotteschi del Christmas Adventures Club, un’org


