il commento

Un bagno di realtà per i leader del Vecchio Continente

Col suo ruvido unilateralismo, il tycoon ha dolosamente rinunciato a uno dei pilastri dell’egemonia contemporanea degli Stati Uniti: la natura negoziata, mediata e in ultimo consensuale della loro leadership. E questa aspirazione al dominio senza egemonia obbliga ora i paesi europei a fare scelte troppo a lungo procrastinate e basate finalmente sulla consapevolezza di chi sia davvero Donald Trump

Vi sono, lo sappiamo ormai fin troppo bene, un’arroganza e una prepotenza imperiali nell’agire di Donald Trump sulla scena internazionale. Legittimati dal gap di potenza che ancora esiste tra gli Usa e gli altri; espressione della sostanziale incultura politica e istituzionale di Trump; permessi e avallati da interlocutori intimiditi, pavidi ed opportunisti come il presidente della Fifa Gianni Infantino o il segretario della Nato Mark Rutte. Impegnati in una sorta di competizione per compiacere

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