il commento

Grazie a Trump. Teheran è più forte in Medio Oriente

Il controllo di Hormuz, i 300 miliardi per la ricostruzione, la saldatura con il fronte libanese: alla luce dei quattordici punti dell’intesa, la percezione del regime è di essere uscito vincitore dalla prova più difficile affrontata dopo il 1979 

Soppesando i quattordici punti dell’accordo con gli Usa siglato a distanza da Trump e Pezeshkian, la percezione del regime è di essere uscito vincitore dalla prova più difficile affrontata dopo il 1979. Certo, deve rinunciare al nucleare militare. Posizione, peraltro, già ufficialmente enunciata in passato: anche se dopo la fine dell’accordo Jpcoa voluto da Obama, per opera di Trump su pressione del solito Netanyahu, Teheran aveva arricchito l’uranio sino a percentuali che consentivano di arriva

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