L’uccisione del capo del Consiglio di sicurezza iraniano è un evento di portata strategica, destinata a influenzare lo scenario della guerra e gli equilibri politici interni del regime. Che ora andranno ulteriormente a vantaggio delle Guardie della rivoluzione. Proprio Larjiani è l’artefice dell’allargamento del conflitto in corso, trasformato da regionale a globale nella convinzione di poter mettere in difficoltà Trump
La decapitazione dei vertici, nella versione large dell’eliminazione di un’intera classe dirigente nemica, è un elemento essenziale della strategia di guerra israeliana all’Iran. Cosi, l’Idf annuncia di aver colpito altri bersagli grossi: Gholamreza Soleimani, comandante dei Basiji, e soprattutto Ali Larijani, capo del Consiglio di sicurezza iraniano, mente politica del regime dopo l’eliminazione di Ali Khamenei, target non a caso, celebrato con enfasi da Benjamin Netanyahu. Un colpo durissimo,


