Non è mai stato uno statista, e neppure un rivoluzionario, categoria alla quale sono iscritti ben altri profili degni di tale definizione. Non Bossi, certamente. Che, più che unire, ha fondato il suo successo politico sulla retorica della divisione
Persino un estremista sovranista come Matteo Salvini, detto il Capitano, ha dovuto prendere le distanze dal suo capo onorario, Umberto Bossi. È accaduto qualche anno fa, quando il Senatùr in un’intervista al Corriere della sera, nel criticare la svolta nazionalista del partito che ha fondato, si esercitava nell’arte a lui più congeniale: l’antimeridionalismo radicale. «Ho visto solo un sacco di gente interessata a essere mantenuta», riferendosi ai militanti del pratone di Pontida arrivati dalle


