Non parliamo di un tecnicismo: si inserisce in una stagione di riforme su snodi centrali della vita repubblicana, “razionalizzando” istituzioni e restringendo gli spazi di democrazia. Rimetterlo in discussione non significa difendere inefficienze, ma chiedersi a cosa serve l’università pubblica
In questi giorni la Camera sta completando l’esame della riforma dei concorsi universitari. È solo l’ultimo tassello di una discussione più ampia sulla governance e sul funzionamento degli atenei. Ma c’è qualcosa di più silenzioso che sta cambiando in profondità il sistema delle università pubbliche: il finanziamento basato sul “costo standard”. Introdotto nel 2014 e rafforzato nel 2024 con un decreto della ministra Bernini, è il meccanismo che oggi incide in modo decisivo sui bilanci fragili co


