Non poteva che essere l’ex generale il taumaturgo artefice della resurrectio pontidiana. E così riappare tra le colline di Econe popolate dai lefebvriani, quell’uomo che, dopo una gioventù da militante dell’estrema destra extraparlamentare, si è sempre distinto per le sue doti democratiche
«Ancora tu. Ma non dovevamo vederci più?», dove il “tu” sta per Mario Borghezio. L’atmosfera mistica di uno scisma, in effetti, ben si presta anche alla risurrezione di anime che si pensava fossero ormai consegnate all’altrove politico di questa affaticata Seconda Repubblica. Non poteva che essere Roberto Vannacci il taumaturgo artefice della resurrectio pontidiana, un Dr Frankenstein che assembla mostri nel laboratorio futurista. «Si può fare!», avrà urlato alla vista dell’ex europarlamentare l

