Cento anni fa, il 20 febbraio del 1926, nasceva il giurista ucciso dalle Brigate rosse nel 1980. Il centenario ci permette di ricordare nella sua interezza la sua figura luminosa. La sua vita, e non solo la sua morte. Ancora più preziosa in questo tempo di mistificazioni, di leadership nevrotiche e vittimiste
«Bisogna ricordarsi di non identificare mai se stessi o i propri interessi, o anche le proprie idee, con il bene comune». Vittorio Bachelet appuntò questo pensiero sul suo diario, il 21 aprile 1964, il Taccuino 1964 curato da Miesi, Maria Grazia e Giovanni Bachelet, la moglie e i figli, pubblicato dalla casa editrice Ave. «Compio 38 anni», scriveva il giovane docente di diritto amministrativo il 20 febbraio. «Secondo l’abitudine di Mamma recito il Magnificat, il Miserere e il Veni Creator. Festa


