Al grande concerto di Ultimo a Tor Vergata la critica musicale s’è data, forse intimorita dall’idea di trovarsi quei 250mila sotto casa, ultimi ma permalosissimi. Solo a noi questo esodo notturno nella sfinita periferia romana, di moltitudini senza nome e genitori smarriti, è parsa una prova generale di remigrazione?
- Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicola
Giovanni Robertini: Ti ricordi l’anno scorso, quando all’annuncio del mega evento a Roma, con già tutti i biglietti esauriti in mezza giornata, abbiamo abbozzato un ritratto di Ultimo? Un disastro, ho ancora degli hater che mi augurano il peggio dopo che il cantante si è fatto fotografare con una maglietta che riportava una mia frase: «Ultimo piace alla gente che non piace alla gente che piace». Ma non voglio fare la vittima anche io, perché grande è la confusione sotto il cielo di Tor Vergata: