La tensione tra desiderio e vergogna viene indagata da Ernaux – e forse anche esorcizzata – attraverso l’atto creativo della scrittura, che a sua volta permette un’analisi dell’uno e dell’altra sottraendoli al rischio di essere interpretati male. E mettendo entrambi al servizio della conoscenza del sé
- Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicola
Mi ha sempre infastidito la nozione diffusa secondo cui la letteratura avrebbe un potere salvifico: raccontare storie, metterle per iscritto, leggere romanzi non nobilita il vissuto. Semmai lo rende tollerabile, e non tanto per una supposta capacità taumaturgica nello scovare la bellezza anche negli attimi più bui, quanto perché la letteratura rende la realtà leggibile, più comprensibile. Di Annie Ernaux ho sempre apprezzato il modo in cui sottrae ogni abbellimento al racconto del sé, portando l

