Il concorso Acea contemporanea ha puntato a unire sensibilizzazione e creatività giovanile. Il primo posto è andato a Rucsanda Cristache
L’invito a non sprecare l’acqua attraverso l’arte in tutte le sue espressioni. Una campagna di sensibilizzazione a colpi di pittura, scultura, fotografia, ma anche moda e design, con l’ausilio del digitale. Le forme di espressione artistica sono diventate strumenti di comunicazione per la campagna di sensibilizzazione sull’impiego delle risorse idriche, sempre più preziose.
L’Acea, insieme a Italia Valore, ha incoronato i vincitori del Premio Acea contemporanea, la prima edizione del concorso rivolto a studentesse e studenti (ma anche neodiplomati) dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Italiana e Sae Institute. Il tema era quello dell’acqua come risorsa infinita e i progetti artistici si sono mossi nel rapporto tra uomo, natura e ambiente.
L’obiettivo era di coinvolgere i giovani, dando libertà di espressione rispetto al tema della tutela della risorsa acqua. Gli organizzatori spiegano che l’iniziativa è stata pensata come un «ponte tra il mondo dell’impresa e la ricerca artistica contemporanea, offrendo spazio e visibilità ai linguaggi delle nuove generazioni».
I vincitori
Il primo premio è andato a Rucsanda Cristache dell’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha presentato l’installazione dedicata alla fragilità dell’acqua come risorsa, intitolata Flowing. L’opera «si ispira ai solidi platonici, richiamando l’icosaedro come simbolo dell’acqua: una sfera frammentata e fragile, racchiusa in un cubo di plexiglas che evoca la terra e la materia contemporanea», spiega la scheda di premiazione.
Al secondo posto si è classificata Silvia Spoti, anche lei studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Roma con il progetto denominato La misura dell’acqua. Al centro c’è il racconto artistico sul cambiamento dei corsi d’acqua, causato dalla siccità.
Sul “podio” c’è stato un ex aequo tra Valerio Pacini, altro studente dell’Accademia romana, che ha presentato con 240 Liters (way of finding), dedicato all’impronta idrica individuale, e Giorgia Armario, proveniente invece dall’Accademia Italiana. In questo caso l’opera era un progetto fotografico sulla scomparsa delle nevicate a causa del cambiamento climatico con l’inequivocabile titolo Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve?
Un risultato vario delle idee esaminate. «Le opere selezionate dimostrano come l’arte contemporanea possa contribuire a diffondere consapevolezza e ad aprire nuove prospettive sui temi della sostenibilità», ha detto l’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo.
Le opere finaliste sono selezionate attraverso bandi interni delle istituzioni coinvolte. Finito il concorso saranno parte integrante della mostra collettiva (permanente), ospitata all’interno dello spazio espositivo di Acea Heritage inaugurato nella storica sede di Piazzale Ostiense. In questo modo l’azienda ha potuto cogliere l’occasione di ampliare la propria collezione interna dando spazio alla creatività di giovani artisti. Guardando al futuro per possibili nuove edizioni.
«Sostenere il talento significa offrire esperienze capaci di connettere ricerca, consapevolezza e mondo produttivo, così che anche l’arte possa diventare uno strumento attivo di innovazione culturale e sociale», ha osservato Salvatore Amura, ad di Valore Italia. Con la tutela dell’acqua in cima a qualsiasi preoccupazione. Sociale e artistica.
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