Adottare l’idea secondo cui la vita si forma nella collaborazione tra generazioni potrebbe non solo ridurre l’inquietudine e l’insicurezza che caratterizzano l’età presente, ma anche offrire una solida prospettiva alla comunità del futuro
Cammino, in queste giornate luminose, che precedono il Natale, lungo le mie strade di casa e di paese, che mi hanno visto bambino. Ho 75 anni e il paese ha meno di mille abitanti; quando ero bambino ne aveva quattromila. Vado a fare visita e a portare piccoli doni natalizi a un parente più grande di me e a qualche amico che è ammalato. È un’eredità, un imperativo, che ho ricevuto da nonna, da mia madre, dalla gente del paese. Certo, è un po’ fuori moda, fuori da questo tempo precario, insicuro,


