L’INTERVISTA

Bernardo Valli: «Mi mancano Scalfari e Terzani. Il giornalismo? Non è affatto finito, c’è ancora bisogno di bravi reporter»

Bernardo Valli
Bernardo Valli
Bernardo Valli

A colloquio con il grande giornalista, classe 1930. Ogni suo reportage è una lezione di stile e sguardo. La casa editrice Ventanas li sta raccogliendo e pubblicando, l’ultimo è Ritratti. «Ho vissuto per anni affascinanti e dolorose situazioni. I giornali come li ho conosciuti non esistono quasi più. Ma l’informazione, nelle sue nuove forme, ha sempre bisogno di buoni reporter»

Figlio giornalistico di William Howard Russell, che inventò le corrispondenze di guerra, Bernardo Valli, ha passato la gran parte della sua lunghissima vita a inseguirle, diventando uno dei migliori cronisti del secondo Novecento. La sua esperienza è una prospettiva storica unica: nato nel 1930 dall’incontro, durante la Prima guerra mondiale, tra un medico e una crocerossina sull’Isonzo, a 19 anni si arruola nella Legione straniera francese, a 26 scrive per Il Giorno prima in giro per l’Italia p

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