Cosa resta dopo la morte di una maschera che ha subito permeato l’immaginazione degli italiani, come quella che indossava come “seconda identità” Antonio De Curtis? Tutto. Ma come sono stati i giorni finali dell’attore, che pensava di lasciare solo un ricordo fatto di incomprensione della critica e di rimpianti, lo ricostruisce Francesco Piccolo in Cosa sono le nuvole
Cosa resta di Totò dopo la sua morte? All’incirca tutto. Restano tutti i suoi film così male accolti dalla critica quando era in vita, restano le sue mosse, restano le sue smorfie e così anche le sue battute fulminee e fatte di no sense e allusioni. Come Charlie Chaplin, come Stanlio e Ollio, Totò ha dalla sua la forza di una maschera inesauribile. Una figura che vive con la sua insista forza comica al di là del contesto in cui si trova a prendere forma, che sia un musicarello, una trasmissione

