È passata alla storia solo come la coprotagonista di una melensa invenzione romantica. Ma in realtà Giulietta dà voce alla rivendicazione del desiderio femminile, in una società che vorrebbe relegarla al ruolo di fanciulla casta, figlia ubbidiente e sposa promessa a un buon partito
- Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicola
Tra le figure del teatro shakespeariano, ce n’è una spesso lasciata da parte o ridimensionata nelle messinscene (con significativi tagli di battute), forse perché passata alla storia solo come coprotagonista di una vicenda che riassunta nel suo nucleo centrale – l’amore contrastato dalla famiglia – appare oggi quasi una melensa invenzione romantica. Eppure, a ben guardare, Giulietta – di lei si parla – dà voce come nessun’altra, nella tragedia che porta il suo nome insieme a quello di Romeo, all

