Spaghetti & Moretti

Guccini, la cicala e la formica: come mandare a quel paese La Fontaine

Una volta chiesi al cantautore se sapeva di essere nato il giorno e l’anno precisi ( 14 giugno 1940 ) in cui avevano aperto il campo di concentramento di Auschwitz, il lager che aveva ispirato una delle sue canzoni più celebri. Tagliò corto dicendo che lo sapeva, mi sembrò quasi urtato. Passò un mese e mi arrivò un pacchetto con la copia anastatica del foglio di quaderno su cui aveva scritto le parole di Auschwitz, accompagnato da un biglietto: «Non lo sapevo. Ciao»

Sabato (scorso) Oggi lutto cittadino a Bologna e Modena per la morte di Francesco Guccini. Come vorrei che fosse qui al posto mio il grande Christopher Hitchens, che sapeva essere cinico e tenero assieme. A lui lo esaltavano i necrologi. Li considerava una delle forme più alte dell’arte giornalistica. Di Guccini mi ricordo che aveva un’enorme facilità nello scrivere versi (Eco disse che era riuscito nell’impresa impossibile di fare rimare “Schopenhauer” con “amare”). Ricordo anche che era malmos