Il trailer del nuovo film di Christopher Nolan, in uscita il 16 luglio, ha generato molte polemiche intorno al linguaggio dei protagonisti. Polemiche forse pretestuose che, però, dicono di una percezione, di un immaginario collettivo di quello che suona o non suona adatto alle nostre orecchie se riferito all’Iliade e all’Odissea. Ma cosa significa oggi pensare di tradurre (per iscritto o con le arti visive) i poemi omerici per un pubblico contemporaneo?
Odisseo è polytropos, ovvero «ricco d’astuzie», uno «straordinario giramondo», è «versatile e scaltro», «multanime», «multiforme», «eroe dal lungo viaggio», «pieno di risorse», «complicato». Odisseo è Ulisse, Odisseo è Matt Damon e Odisseo è «daddy», come dice beffardo Robert Pattinson-Antinoo al giovane Tom Holland-Telemaco nel trailer del film di Christopher Nolan. Tra le tante reazioni social che quei due minuti di anticipazione hanno generato – oltre alle noiose discussioni sulla presenza

