L’intervista

Marco Bechis: «Volevo fare la rivoluzione. Ora racconto la figura dimenticata del sopravvissuto»

«Mi sarei orientato verso lo studio socio-politico-economico del mondo, forse, se non fossi stato sequestrato e poi liberato» racconta il regista, in concorso a Venezia con Ritorno a Buenos Aires. Poi «Enrique Harriman mi ha aperto gli occhi con una frase: “Marquitos a te non te ne frega un cazzo di robe come l’economia del pianeta”. E sono finito dietro una cinepresa»

Marco Bechis è a Venezia in concorso ma è difficile sfuggire alla sensazione che sia davvero lì e non nel luogo del titolo del film Ritorno a Buenos Aires. Con il corpo no, ma con la testa non ha mai abbandonato l’Argentina del suo sequestro, un desaparecido ventenne al tempo della dittatura, tra i pochi a essere reaparecido. Con il fardello perenne del senso di colpa del sopravvissuto. Perché non sia una formula astratta, il regista spiega cosa voglia dire nel concreto: «Quando sono felice dura