Può aver senso guardare le cinque ore di epopea tragicomica della serie Netflix sul re dei Paparazzi dal punto di vista di Costantino Vitagliano e degli altri che fanno da ampio basamento al racconto balzachiano di Vallettopoli e affini, commedia a tratti disumana dell’Italia anni Zero
Chi ricorda la televisione italiana di vent’anni fa ricorda Costantino Vitagliano. Costantino – come per i grandi artisti con lui si usa il mononimo, che all’occorrenza diventa un semplice “Costa” – è stato ciò che si potrebbe definire, per comodità generalista e iperbole, “l’uomo più desiderato d’Italia”, nella misura in cui il desiderio corrispondeva a folle adoranti che si riversavano in eventi mondani dove poter lanciare biancheria intima al “tronista”. La nascita della parola stessa, “troni


