Nel suo ultimo felicissimo romanzo, I convitati di pietra, lo scrittore (inizialmente) favorito al premio Strega fa un riepilogo decantato dei suoi temi. Il cinema attraversa tutto il libro: Semprini, la figura in cui Mari mette più di sé, è un collezionista di fumetti appassionato di film horror
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I convitati di pietra, l’ultimo felicissimo romanzo di Michele Mari, quasi un riepilogo decantato, oggettivato, dei suoi temi. Lo spunto narrativo è semplice: dei compagni di liceo si rivedono una volta l’anno, e decidono di mettere da parte ogni volta una somma che, investita e lievitata, verrà riscossa dagli ultimi tre superstiti. Mari è stato sempre uno scrittore disinteressato alle psicologie (non gli interessano le psicologie, gli interessano le ossessioni, meglio se si fissano in immagini

