Sanremo 2026

Ermal Meta: «La Palestina? Siamo assuefatti. Spiego l’orrore ai bambini»

Ermal Meta, foto di Gianmarco Colajemma
Ermal Meta, foto di Gianmarco Colajemma
Ermal Meta, foto di Gianmarco Colajemma

Il cantautore, con Stella stellina, porta all’Ariston l’unico brano dedicato a quelle «persone intrappolate tra muri e mare». «Perché lì non c’è una guerra, ma sta succedendo un’altra cosa. La guerra prevede due eserciti che si combattono. Le parole danno forma al mondo, dobbiamo usare quelle corrette». Il 27 febbraio esce il suo nuovo album: Funzioni Vitali

«Ci siamo ormai assuefatti alle immagini piene di orrore che arrivano dalla Palestina, i social alla fine trasformano tutto in un grande contenitore dove tutto si mescola perdendo i propri contorni». Ma, per Ermal Meta, la cosa peggiore è che esiste una sorta di «fuga da una realtà che ci spaventa, che ci porta ad avere la sensazione che non ci riguardi. Ma ci tocca da più vicino di quel che possiamo immaginare». Così, dalla più classica delle ninne nanne, quella che inizia con «Stella, stellina

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