Tanti scrittori italiani hanno avuto l’ambizione di fare il grande ritratto popolare. Quello di Labranca è stato il più serio. Alla cultura pop ha dedicato attenzione critica reale: «Io non sono snob. Lo snob finge. Io sono sfigato sul serio»
Descrivere il Popolo è un’antica aspirazione italiana. È almeno dai tempi di Alessandro Manzoni che lo scrittore italiano ambisce al grande ritratto popolare – e, per quanto si tenda e si contorca, quasi mai ci arriva. Fra tutti i diversi e spesso strampalati tentativi di fotografare il Popolo (qualunque cosa significhi davvero questo concetto), quello di Tommaso Labranca è stato probabilmente il più serio, il più intelligente, il più credibile. Nel paese di Gramsci, Asor Rosa e Pratolini, quest