LEGGERE O NON LEGGERE

Ognuno perso dentro il suo display, è ora di decretare la fine del libro?

Illustrazione di Clara Vecchi per Mimaster illustrazioni
Illustrazione di Clara Vecchi per Mimaster illustrazioni
Illustrazione di Clara Vecchi per Mimaster illustrazioni

Un’inchiesta di Le Monde ha riaperto il dibattito. Anche in Francia si intensificano i segnali di un tramonto della “parentesi Gutenberg”. Il passaggio epocale dalla pagina stampata al display ubiquo (smartphone, pc, tablet, smartwatch) è stato una deflagrazione: ha modificato radicalmente il grado di attenzione e la profondità dell’immersione cognitiva

Era il 1958 quando Aldous Huxley, nel suo Ritorno al mondo nuovo, a differenza di George Orwell che nel suo 1984 paventava l’avvento di un brutale potere di censura che avrebbe vietato i libri, intuì che la minaccia più grave era invece l’apatia culturale, cioè che la verità finisse per annegare in un mare di irrilevanza, di intrattenimento e distrazioni, distruggendo il desiderio di cercare conoscenze. Da allora il declino o finanche la fine della “parentesi Gutenberg” sono stati profetizzati d