La quota di chi usa la storia al di fuori della comunità degli storici è diventata così esorbitante da soffocare il territorio degli storici professionali, che – a malapena – riescono a farsi ascoltare nel turbinio di conoscenze che affollano la nostra società. Brando ne analizza gli stereotipi
Ci fu un tempo nel quale gli storici accedevano alla conoscenza del passato quasi in solitudine. Ne avevano il monopolio. Tutti gli altri – letterati, politici, artisti, archeologi improvvisati e avventurieri – dipendevano da ciò che usciva dai loro ateliers. Era il tempo – il 1975 - nel quale Moses I. Finley scriveva il suo Usi e abusi della storia (Einaudi 1981), dividendo il campo della conoscenza storica in due parti ben definite: il territorio degli storici e quello di chi ne abusava. A dis