L’autore di Caccia allo Strega: «Nella storia del Premio sono stati continui i litigi, gli scontri e le polemiche tra scrittori». Ma oggi c’è un fattore nuovo, ovvero «l’importanza che solo ora diamo in questi termini così grandi a quello che sono gli scrittori, a quello che dicono gli scrittori»
Da venerdì l’ottantesima edizione del più prestigioso premio letterario italiano è stata inghiottita dalle polemiche. La vicenda, ormai nota, è questa: sul van che trasporta quattro dei sei finalisti del Premio Strega 2026 – Michele Mari, Matteo Nucci, Teresa Ciabatti ed Elena Rui – il frontrunner Mari (primo della sestina con 280 voti per il romanzo edito da Einaudi, I convitati di pietra) avrebbe pronunciato una frase offensiva e misogina nei confronti della scrittrice e attivista Michela Murg

