Trentotto anni fa è riemersa una nave naufragata al largo della città siciliana tra il VI e il V secolo a. C. Solo ora è stata restituita alla collettività, grazie a una nuova galleria appositamente edificata
In un imprecisato giorno d’estate del 1988 Gino Morteo e Gianni Occhipinti si tuffavano tra le acque che bagnano Gela. A 800 metri dalla costa e a circa cinque metri di profondità, in contrada Bulala, i due sub si imbatterono in alcuni oggetti antichi, portati a riva e subito consegnati al Museo archeologico della città. Erano quattro piccole are fittili con decorazioni fitomorfe; un tripode bronzeo con zampe leonine; frammenti di una coppa attica a figure nere. Le missioni che seguirono, coordi


