L’artista ha subito trattamenti psichiatrici in Russia ed è stato costretto a scegliere l’esilio. «Partii per la Francia il giorno di Natale, con 50 dollari in tasca, accompagnato dal mio cane Charlie» racconta. Il documentario sulla sua vita, realizzato da Anatoly Balchev, viene presentato il 9 settembre a Venezia
Mihail Chemiakin, artista classe 1943, agli esordi della sua carriera negli anni Sessanta ha rifiutato il realismo socialista, scegliendo di non adattare la propria ricerca artistica ai dettami del regime e divenendo uno dei protagonisti dell’arte non conformista sovietica. Per via della sua pratica ha subito trattamenti psichiatrici e, nel 1971, è stato costretto a scegliere l’esilio. L’artista, che ha successivamente lavorato in Francia e negli Stati Uniti, non si è limitato a praticare pittur