Nel libro di Maria Luisa Frisa la moda non viene vista come il semplice rivestimento di un corpo già dato, ma come una pratica di riprogettazione radicale dell’essere. E come qualcosa che ci costringe a prendere atto del fatto che bramiamo
«Dove comincia il tessuto dell’abito e dove finisce la superficie del corpo?». Così si chiede Maria Luisa Frisa ne Il corpo alla moda (Einaudi), un libro che provocatoriamente sceglie di interrogare la moda a partire da una delle qualità che più frequentemente le vengono rimproverate: la superficialità. Frisa rovescia il paradigma. È proprio dalle superfici che occorre cominciare. Dal modo in cui gli abiti trasformano i corpi, li modificano, li trasfigurano; dal modo in cui un tessuto indossato