«I ragazzi sono sempre meno abituati a stare insieme, a capirsi, a comprendersi guardandosi in faccia, toccandosi. Quello che mi fa paura è che questo modo antico di riconoscersi dell’essere umano sia gradualmente sostituito dalla parte più fredda e razionale, mediata dalla tecnologia. Ma un computer non potrà mai arrossire, avere le farfalle nello stomaco, la pelle d’oca. Quelle sono peculiarità degli esseri umani ed è quello che non dobbiamo perdere»
«Dopo tanti anni, ho la sensazione che le persone vengano ai miei concerti per sentire una lingua, un certo tipo di sguardo sulle cose, un modo di raccontarle. Quindi, sì, posso cambiare la scaletta per ampliare l’arco delle sfumature, ma non mi sento costretto a dovermi inventare nulla di nuovo». Niccolò Fabi è appena partito con il tour estivo (lunedì 15 giugno sarà all’Auditorium di Roma) di Libertà negli occhi, il suo decimo album di inediti. Sul palco con Fabi ci saranno Roberto “Bob” Angel

