Quanti disastri per il presidente della giuria: la regista di La voce di Hind Rajab rifiuta di ritirare un premio. E mentre Ethan Hawke è immenso in un film sulla Grande Depressione, l’unica italiana del festival, Tizza Covi, ci consegna una poesia di resistenza degna di Kaurismaki
«Un uomo disperato? È un uomo violento». Sembra il verso di una canzone blues, ma qui la sussurra un poveraccio, mandato ai lavori forzati e costretto, insieme a quattro disperati come lui, a trascinare illegalmente dell’oro attraverso le verdissime foreste dell’Oregon. Gli applausi, alla Berlinale, sono fragorosi per questo film – The Weight di Padraic McKinley, girato bizzarramente in Baviera – che tuffa un immenso Ethan Hawke nel bel mezzo delle viscere della Grande depressione americana: sia


